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Industria 4.0: che cosa significa e quali sono i requisiti chiave

L'evoluzione del Manufacturing passa attraverso filiere sempre più connesse, intelligenti e consapevoli. L'ERP è al centro di questo processo

07/10/16 11.02 | | Manufacturing

Industria 4.0 - blog Alyante TeamSystem

La chiamano Industria 4.0 perché rappresenta il quarto capitolo della rivoluzione industriale. Cosa significa?

In sintesi, come sta cambiando il modo in cui vengono prodotti beni e servizi attraverso l’uso di sistemi cyber-fisici (Cyber-Physical Systems o CPS) e di come siano nate nuove economie di scala anche dal punto di vista energetico. Dall’automazione all’informatizzazione, infatti, sono successe molte cose: sono arrivate le tecnologie mobile, il cloud, una Internet a banda larga (che funziona sempre meglio) ma anche una nuova curva di apprendimento delle persone che hanno imparato a vivere una doppia vita, fisica e digitale.
Di conseguenza, la produttività aziendale e quella individuale hanno iniziato a collimare, portando le aziende a cercare nuove modalità di integrazione tra le informazioni, le applicazioni, i sistemi e i dispositivi.
La dematerializzazione e la digitalizzazione delle informazioni ha portato a una crescente mole di dati, tutti da capire e tutti da gestire. L’industria 4.0 è tutto questo, anzi di più: significa un insieme di investimenti innovativi, di specializzazione di competenze nell’ambito del digital manufacturing, di infrastrutture abilitanti e di strumenti di supporto.

Ma quali requisiti deve avere un’azienda per meritarsi il titolo di Industria 4.0?
Ecco i paragrafi chiave dell’azienda digitale.

Smart Manufacturing

Oltre ai progressi della meccanica e, soprattutto, della robotica e dell’innovazione tecnologica relativamente ai materiali trattabili (plastica e metalli), l’industria ha accelerato la prototipazione dei modelli a supporto del processo di progettazione e di realizzazione dei prodotti (si parla in questo caso di Additive Manufacturing).

L’evoluzione delle cyber-tecnologie ha cambiato le modalità di fabbricazione, a favore di soluzioni di manutenzione e riparazione più snelle e funzionali introducendo nuove logiche di produzione associate, ad esempio, alla stampa 3D.

A fare la differenza anche una sensoristica di nuova generazione, declinata in soluzioni diversificate a supporto dell’identificazione automatica, la localizzazione, il monitoraggio e la diagnostica avanzata.

L’evoluzione digitale passa anche dai processi di dematerializzazione innestati su sistemi ERP evoluti e capaci di normalizzare documenti e processi, rendendo le filiere sempre più connesse, intelligenti e consapevoli.

Smart Supply Chain

L’informatizzazione delle filiere, infatti, è un passo obbligato di quel percorso di innovazione chiamato digital transformation e incentrato sulla massima collaborazione tra tutti gli attori. Le piattaforme abilitanti? Sono piattaforme gestionali ad alta integrazione, capaci in vario modo di mettere in comunicazione dipendenti, partner e clienti, secondo modalità di accesso che favoriscono la condivisione e lo scambio delle informazioni all’insegna della massima velocità e trasparenza, evitando al contempo ridondanze ed errori. Produzione, magazzino, trasporti, integrati a sistemi di gestione degli ordini incentrati sulla fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva, bypassano tutti i limiti associati ai processi cartacei e manuali, sposando una dematerializzazione a valore aggiunto. 

Smart Data Management

L’utilizzo dei dati come strumento per creare valore, infatti, è un altro capitolo fondamentale dell’innovazione applicata al mondo industriale. Il tema dei Big Data, infatti, è solo l’altra faccia di quella crescente digitalizzazione dei processi che aiuta le imprese a produrre meglio e a lavorare meglio, aiutando tutti gli utenti a essere più soddisfatti, dal dipendente al cliente finale.

L’industria 4.0, dunque, deve essere capace di capire e interpretare i flussi crescenti delle informazioni che le tecnologie digitali permettono di registrare, storicizzare, recuperare e analizzare, a qualsiasi livello. Che si tratti dei log delle macchine o delle informazioni che arrivano dal CRM, della reportistica associata al trouble ticketing o dei sistemi di provisioning associati alle soluzioni di Business Intelligence, il terzo capitolo della governance sono i Big Data e le Analytics. L’industria 4.0, infatti, ha la sua direzione tecnologica nella capacità di gestire e analizzare flussi crescenti di dati più smart, perché capaci di orientare le decisioni del business.

Non a caso, l’Industria 4.0 vede anche la regia del nostro Governo, che proprio nei giorni scorsi ha annunciato un piano I4.0 (Industria 4.0) proiettato su quattro anni (2017 – 2020) in cui sono previsti investimenti che sono stimati in questo modo: aumenti di 11,3 miliardi delle spese private di ricerca e sviluppo, e di 2,6 miliardi negli investimenti privati early stage.

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