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I lavori e le competenze del futuro

Gli effetti nel medio termine sul mondo del lavoro, sulle specializzazioni delle professioni, sui percorsi d’apprendimento

06/07/16 16.38 | | all

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Nuovi lavori e nuove competenze si vanno affermando nel mondo del lavoro.
Fino a qualche anno fa era relativamente facile per le Risorse Umane identificare il profilo di eventuali candidati, interni o esterni, adatti a coprire le posizioni aperte.

Spesso si trattava di descrivere le responsabilità o i compiti inerenti al ruolo, le conoscenze basate sugli studi e sulle esperienze maturate e delineare l’elenco delle capacità.
Nei casi più complessi ci si preoccupava di guardare al futuro dell’azienda e allo sviluppo di ruoli manageriali, così alla lista veniva aggiunta la dimensione del potenziale: questa persona ha le caratteristiche per ricoprire ruoli di crescente complessità e responsabilità?

Da ora in poi 

La situazione attuale è molto più complessa. Nuovi lavori e professioni compaiono ma non se ne conoscono i confini e neppure quale potrà essere la loro evoluzione nel tempo.
È chiaro che saranno richieste capacità e conoscenze diverse da quelle a cui siamo abituati, ma manager e responsabili HR trovano ancora difficoltà nell’individuarle.
Per fare un esempio, molte aziende stanno assumendo persone che si occupano di digital marketing senza sapere se le competenze disponibili oggi saranno ancora utili nei prossimi 5 anni.
Alcuni ricercatori (tra gli altri, l’Institute for the Future e il Research Institute dell’Università di Phoenix) hanno trovato una correlazione tra i principali driver di cambiamento del lavoro e le competenze del futuro.
Anche se risulta ancora difficile prevedere quali saranno i lavori del futuro, appare già più facile identificare le competenze chiave per i prossimi 10-15 anni.

6 Cambiamenti significativi

I sei cambiamenti di questo elenco porteranno a modelli di lavoro e di competenze potenzialmente rivoluzionari:
  1. longevità della popolazione. Questo fattore modificherà molti aspetti della nostra vita e avrà un forte impatto sulla natura delle carriere e dell’apprendimento (oltre che sui sistemi pensionistici)
  2. i sistemi e le macchine smart ridurranno in modo drastico i lavori ripetitivi e routinari. 
    Le smart machine saranno presenti in tutti i settori e i campi della nostra vita professionale e personale, ridefiniranno il nostro lavoro e la relazione tra gli esseri umani e le macchine. Porteranno anche a diversi standard di performance e di efficienza, così come a nuove forme di collaborazione e di interdipendenza uomo-macchina
  3. una enorme disponibilità di dati, grazie all’infinito numero di sensori e rilevatori di varia natura e agli strumenti di comunicazione, permetterà di modellare in modo nuovo i sistemi sociali e di scoprire relazioni tra fenomeni. Diventerà sempre più importante essere in grado di interagire con i dati per prendere le decisioni e raggiungere i risultati auspicati
  4. le nuove tecnologie di comunicazione multimediali, come la realtà aumentata, ci faranno sviluppare un nuovo linguaggio di comunicazione sempre più integrato nelle nostre vite. La loro diffusione avrà un impatto sul modo di apprendere e di lavorare
  5. le nuove tecnologie avranno anche un’influenza sulle modalità di organizzazione del lavoro. Per esempio, l’evoluzione della stampa 3D permetterà di produrre in piccola scala a condizioni economicamente vantaggiose. Discipline come le neuroscienze e il game design saranno adottate per lo sviluppo di nuovi concetti organizzativi e di nuovi skill
  6. la possibilità di essere connessi a livello globale obbligherà ad avere a che fare con la diversità e richiederà nuove capacità di integrazione con altri mondi (non solo geografici, ma di genere, cultura, religione ecc.).

7 Competenze vincenti

Quali saranno (e in molti casi già sono) le competenze vincenti del futuro?
  1. la capacità di dare senso (sense-making), cioè di attribuire significato alla molteplicità di informazioni e di punti di vista. In altre parole: spirito critico, creatività, capacità di pensiero laterale 
  2. intelligenza sociale, cioè la capacità di entrare in contatto profondo con le altre persone e adattare il proprio comportamento al contesto. Sarà sempre più importante, data la molteplicità e la diversità dei contatti professionali da gestire in futuro
  3. comunicazione interculturale, cioè la capacità di operare in diversi contesti culturali. Altrettanto importante sarà il saper lavorare con persone di diverse età, genere, stile di pensiero. Le persone dovranno essere in grado di definire gli spazi comuni (obiettivi, priorità, valori) e valorizzare le differenze
  4. competenze nel campo dei nuovi media, in particolare la capacità di usare le diverse forme di comunicazione e di decodificare i messaggi contenuti
  5. interdisciplinarietà della conoscenza e capacità di integrare concetti provenienti da diverse discipline, in contrapposizione al concetto di estrema specializzazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Ne sono un esempio le business school americane che hanno inserito nei loro MBA corsi di storia e filosofia.
  6. capacità di sintesi e di identificazione delle priorità, che diventerà molto più articolata di quanto sia stato richiesto finora
  7. collaborazione in un ambiente virtuale, cioè la capacità di lavorare, essere presente, motivare, ispirare persone che non siano fisicamente vicine. I manager e le aziende dovranno attingere a tecniche  quali il gaming per creare ambienti (virtuali) che promuovano produttività e benessere e che permettano di superare il senso di isolamento. Molte realtà si stanno già attrezzando mettendo a disposizione dei collaboratori strumenti quali micro blogging e siti di social networking. 

Cosa ci aspetta

Se queste saranno le nuove competenze e le capacità richieste nel mondo del lavoro, sarà forte l’impatto che si avrà su diversi aspetti professionali.
Ciascuno dovrà prepararsi a un apprendimento continuo, spesso auto-gestito, mentre la scuola dovrà  riprogettare metodologie didattiche e programmi di studio.
Contemporaneamente il business dovrà adattare i propri sistemi di pianificazione, di gestione e sviluppo dei collaboratori, oltre che ridisegnare le organizzazioni e i processi lavorativi.
Ci sarà molto lavoro da fare, insomma.


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